Cooperativa Agricola Motta & Bosco


La Cooperativa agricola Motta & Bosco, costituitasi nel 1954, oggi è proprietaria e conduttrice diretta di un'azienda agricola di circa 580 ettari e aderisce alla "Confederazione Cooperative Italiane" e al "C.I.C.A." (Consorzio Interprovinciale Cooperative Agricole) di Bologna. La cooperativa gestisce un patrimonio di terreni e macchine, di proprietà della stessa, indivisibile tra i soci. Tale azienda si trova al confine tra i comuni di Malalbergo, San Pietro in Casale e Galliera, nella provincia di Bologna, area che conserva un 'economia prevalentemente agricola; molte delle industrie nel suo territorio sono legate alla trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. La Cooperativa si sviluppa su terreni pianeggianti sui quali i soci praticano colture estensive di cereali, piante proteiche ed oleaginose, nonché barbabietola da zucchero, orticole da industria quali pisello e mais dolce. Praticano inoltre la coltivazione del riso da seme, della canapa da industria ed eseguono prove sperimentali sulla barbabietola da zucchero per varie aziende del settore.
Quasi tutta la superficie aziendale rientra in un'Azienda Faunistico Venatoria e per questo rappresenta una serie di elementi naturali tipici delle zone vallive di grande importanza floro-faunistica e storico-culturale.
La particolare attenzione per la salvaguardia dell'ambiente, prestata dalla cooperativa, ha mantenuto integre le caratteristiche che hanno reso il sito identificato, da parte del UE, quale Zona a Protezione Speciale (ZPS).
La zona umida rappresenta una testimonianza antica di come si presentava il territorio molti secoli fa. La sua denominazione "Valle Tombe", deriva dalla destinazione a cimitero, in età etrusca, di parte dell'attuale azienda: i ritrovamenti di tombe etrusche e di altri vari oggetti dell'epoca, testimoniano l'autenticità delle origini.
Nel 1988, durante una profonda aratura meccanica, in località Maccaretolo, venne alla luce un sarcofago monumentale d'epoca romana del II - III secolo d.C., in eccellente stato di conservazione. Il sarcofago, di calcare biancastro a grana grossolana noto come "tufo di Quinzano", proviene sicuramente da cave di Verona. La lavorazione della pietra appare abbastanza accurata. Il testo dell'epigrafe è il seguente "T. Attius Maximus / sibii et / Rubriae Semme coniugi / vivi fecerunt". All'interno sono stati rinvenuti i resti di due defunti seppelliti con rito misto. I resti scheletrici di un uomo adulto inumato in posizione supina e ceneri e carboni frammisti ai quali sono state rinvenute ossa combuste di donna cremata.


Cooperativa Agricola Motta & Bosco
Via XX Settembre 34, 40018 San Pietro in Casale (BO) Tel. e Fax 051/811191.